Alleanze e personalismi per non parlare delle cose: la solita strategia mediatica

July 27, 2017 / by / 0 Comment

Tomaso Montanari in Florence, Oct. 2016 - Di Sailko - Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53913285

Ieri ho avuto la malaugurata idea di guardare In Onda, il programma su La7 condotto da Luca Telese e David Parenzo. Era la prima volta che mi capitava e sarà probabilmente anche l’ultima. L’ho fatto perché come ospite era stato invitato Tomaso Montanari, l’intellettuale impegnato che mancava da tempo a questo paese e che con grande generosità si sta spendendo per sparigliare le carte e smuovere la sinistra dalla palude in cui si è incagliata.

I due conduttori, incapaci non solo di porre domande adeguate alla statura dell’ospite ma anche di valorizzare il discorso, rapiti com’erano, l’uno da tablet e smartphone (sei in onda, te lo dice anche il titolo!) e l’altro dalla sua scaletta preconfezionata e da un’egolatria totalmente ingiustificata, sono stati gradualmente sostituiti da Paolo Mieli, altro ospite della serata e onnipresente servitore di interessi più o meno forti.

Mieli ha riproposto ancora una volta la solita strategia dei media reazionari, che tanto ha pagato alle ultime elezioni politiche, quando Bersani dovette passare la campagna elettorale a parlare dell’alleanza con Monti invece di discutere delle cose. Perché parlare delle cose mostrerebbe la distanza incolmabile tra soggetti che si pretende vicini e soprattutto produrrebbe informazione (!), cosa che i media rifuggono da tempo, ben consci dei relativi pericoli.

Tomaso è stato un signore a non rispondere agli insulti di Mieli, alla fine neanche troppo velati. Lo ha accusato di essere un imbonitore, un imbroglione, contrapposto al responsabile Pisapia, lui sì uomo giusto e onesto che non rifugge dalle irrinunciabili alleanze post elezioni, alias convergenza con il PD. Tomaso avrebbe dovuto spiegare con più forza che l’unico vero inganno, qui, è pensare di portare il PD a realizzare politiche contrapposte a quelle che ha attuato in questi 5 anni. Come, di grazia? Sostituendo Renzi con Orlando, che ha condiviso tutto o quasi di questi anni? L’unico vero inganno è pensare che cambiando una persona si possa, in pochi mesi, far cambiare radicalmente rotta a un partito ormai di centrodestra e ancorato ai sondaggi più che al territorio. E’ anche questo un errore figlio della deriva personalistica, che non tiene conto di premesse e percorso di un partito nato male e cresciuto peggio, nel solco di un’ideologia socioliberista ormai anacronistica e della concezione bipolare statunitense ormai superata. Quel partito oggi non ha più ragione d’essere e deve avviarsi all’estinzione. Altro che dibattere di eventuali alleanze! Ogni sforzo, a sinistra, dev’essere teso al suo superamento.

In questo contesto, l’unica parola chiave sensata è “ricostruzione”, quella che Mieli finge di non capire: ricostruire un percorso alternativo al pensiero unico e ai poteri forti, capace di parlare ai tanti di sinistra che non votano più e che hanno votato al referendum costituzionale. Come ha detto Tomaso, per ricostruire, servono tempo e pazienza, concetti in disuso e difficilmente comprensibili da chi è abituato a confondere le acque con il bombardamento continuo di presunta informazione e a concepire la politica come una partita a scacchi. E a sinistra dev’essere chiaro che, dato l’attuale deserto culturale e politico, ricostruire significa fare opposizione per i prossimi 5 anni o anche non candidarsi alle prossime elezioni. Altrimenti sarà impossibile mettere un punto alla stagione del governo come fine e non come mezzo.

E’ il pensiero di Tomaso e di molti di noi ed è un pensiero chiaro, onesto, serio e lungimirante. Ora è tempo di affrontare i contenuti e disegnare una visione organica ed ecosostenibile, fregandocene di quanto dicono giornali e televisioni. Da oggi, non da domani. E’ questa l’unica via per uscire dalla rete mediatica che ci avviluppa.

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Foto di copertina: Tomaso Montanari in Florence, Oct. 2016 – Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53913285


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Alessandro Rizzi


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