Lavoratori… (Parte 1)

July 19, 2013 / by / 0 Comment

(L’aria è pesante. È come essere nelle sabbie mobili. Ogni minimo movimento costa una fatica immensa e non porta da nessuna parte. Anche solo provare a immaginare-immaginarsi è uno sforzo disumano che conduce dritto verso la frustrazione.)

Siccome ogni stagione mediatica ha le sue parole d’ordine, quella ultima sembra essere “disoccupazione”. Indissolubilmente legata alla parola “giovani”. Anche se giovani lo siamo un po’ tutti, ormai, e non lo è più nessuno.

Certi provvedimenti per combattere la disoccupazione riescono a suonare ridicoli e offensivi, a prescindere dalla loro capacità di produrre effetti positivi. Solo per le parole che usano, solo per il disegno che suggeriscono di una realtà che è molto più tragica, e tragica in modo diverso.

Primo punto ignorato. Siamo immersi nella generazione dei trentenni che non riescono a trovare una via d’uscita verso una “vita normale”: i trentenni, proprio coloro che si trovano nella fase dell’esistenza in cui, al massimo delle energie e di una nascente consapevolezza, ci si potrebbe dedicare alla realizzazione del proprio percorso e alla costruzione di qualcosa di buono per il collettivo.

Secondo punto. I meno istruiti sono i più deboli, perché teoricamente meno occupabili, solo in un mondo logico, che però non è il nostro. Per capire l’illogicità della situazione attuale basta respirare il terrore di quanti si avvicinano al giorno della laurea. Il terrore: perché lì, proprio in quel momento, si aprirà il buco nero del non saper che fare. Lì, proprio in quel momento, troverà conferma il tremendo luogo comune, ancora tanto in voga nel profondo Nord  e non solo. Che “studiare non serve a niente”.


ABOUT THE AUTHOR
SporcarsileMani


Iscriviti alla newsletter
Storie e analisi per uscire dalla superficialità di un dibattito pubblico frenetico e scandalistico
Rispettiamo la tua privacy